Per decenni le resine fluorocarboniche hanno rappresentato lo standard del finissaggio funzionale: un’unica famiglia chimica in grado di garantire idrorepellenza, oleorepellenza, soil release, stain repellency, zero wicking e impermeabilità su un ampio spettro di fibre, con comportamento relativamente uniforme. La transizione verso tecnologie PFAS-free ha cambiato radicalmente questo scenario. Le nuove chimiche sono più selettive, interagiscono in modo diverso con cotone, lana, seta, poliammide, poliestere, acrilico, misti e materiali speciali, e richiedono formulazioni dedicate per ogni articolo e per ogni condizione d’uso reale.
Garantire le stesse performance dei fluoroderivati non significa soltanto sostituire una molecola: significa progettare soluzioni mirate che assicurino funzionalità, stabilità e compatibilità applicativa. È su questo che si concentra il lavoro di Nearchimica, con finissaggi funzionali di nuova generazione capaci di offrire protezione affidabile su abbigliamento, calzature, arredamento, articoli tecnici, materiali per outdoor e accessori, utilizzando esclusivamente chimiche avanzate e prive di fluorurati.
In questo articolo spieghiamo come funziona un trattamento idrorepellente, come la transizione regolatoria sta accelerando, quali test misurano la qualità del trattamento, come si comportano fibre diverse e quale roadmap di sviluppo abbiamo costruito per accompagnare la filiera in questo cambio di paradigma.
Punti chiave
- L’idrorepellenza funziona riducendo l’energia superficiale della fibra trattata: la goccia di acqua formatasi rotola via senza penetrare.
- La transizione PFAS-free non è una riprogettazione del paradigma: dalla chimica universale dei fluorocarburi alla chimica selettiva delle nuove tecnologie, calibrata per fibra, articolo e destinazione d’uso.
- Il quadro regolatorio è ormai per la filiera tessile. Nearchimica ha intrapreso la transizione con anticipo: la suite di Performance Going Up è interamente fluoro-free e viene costantemente aggiornata attraverso attività di ricerca applicata.
Come funziona l’idrorepellenza: il principio dell’energia superficiale
L’idrorepellenza nei tessili è la capacità della superficie di resistere alla bagnatura: quando una goccia d’acqua incontra un tessuto trattato, non si diffonde ma assume una forma sferica e scivola via. Questo comportamento dipende dall’equilibrio tra la tensione superficiale del liquido e l’energia superficiale della fibra: riducendo quest’ultima attraverso i finissaggi idrorepellenti (DWR) si rende la superficie “non bagnabile”.
La resistenza di un tessuto all’acqua dipende dalla natura della superficie della fibra, dalla porosità dell’armatura dell’articolo, dalla forza dinamica e angolazione con cui lo spruzzo d’acqua colpisce il tessuto e ovviamente dal trattamento di finissaggio applicato. I finissaggi idrorepellenti depositano sulla superficie un film che impedisce all’acqua di aderire e di spandersi.
Una nota sull’angolo di contatto
L’angolo di contatto (l’angolo formato dalla tangente alla goccia nel punto in cui tocca la fibra) è il parametro più noto per descrivere l’idrorepellenza. La misura dell’angolo di contatto descrive il comportamento dell’acqua sulla superficie del materiale tessile: più la superficie è idrorepellente, più la goccia mantiene una forma sferica e presenta un angolo elevato, minimizzando l’area di contatto con il solido.
È un riferimento utile in laboratorio per indicare la bagnabilità di una superficie, non è sufficiente da solo a rappresentare la performance idrorepellente nei tessuti trattati con resine fluoro-free e bio-based, dove la valutazione si integra con altri test.
Idrorepellente e impermeabile: due performance diverse
Un tessuto idrorepellente respinge l’acqua sulla superficie, mantiene la sua porosità e lascia passare aria e vapore. Un tessuto impermeabile blocca completamente il passaggio dell’acqua attraverso uno strato aggiuntivo (membrana, spalmatura, laminazione) che resiste alla pressione idrostatica.
I due trattamenti convivono spesso sullo stesso capo lavorando in combinazione: un finissaggio idrorepellente e un finissaggio impermeabile (o una membrana sotto, il finissaggio idrorepellente sopra).
Dalla chimica universale dei fluorocarburi alla chimica selettiva PFAS-free
Per decenni il finissaggio funzionale tessile è stato dominato dalle resine fluorocarboniche a catena lunga (C8) e poi corta (C6). Ottime performance: angolo di contatto molto elevato, repellenza all’acqua e olio, durabilità eccellente ai lavaggi ed un comportamento sostanzialmente uniforme sulle diverse fibre. La filiera tessile poteva lavorare con una chimica relativamente “universale”: un’unica famiglia di prodotti per coprire idro&oleo-repellenza, soil release, anti-macchia e altre funzionalità su quasi tutti gli articoli.
La progressiva emersione delle criticità ambientali e tossicologiche legate ai PFAS (sostanze per- e poli-fluoroalchiliche) ha imposto una revisione del rischio e una transizione tecnologica, ridefinendo l’approccio del settore tessile verso soluzioni fluorine-free. Queste molecole sono estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo umano. Si accumulano nelle acque, nei suoli, nel sangue. La domanda della filiera non è più “come ottenere idrorepellenza” ma “come ottenere lo stesso pacchetto di performance senza fluorurati, in modo sicuro e tracciabile”. È lo spostamento di baricentro dalla chimica universale alla chimica selettiva: dalla semplice sostituzione di prodotto alla riprogettazione delle funzionalità.
Le tecnologie PFAS-free sono per loro natura più selettive. Ogni fibra (cotone, seta, lana, poliammide, poliestere, acrilico, misti, materiali speciali) presenta una diversa affinità con i nuovi prodotti. La stessa formulazione può comportarsi in modo eccellente su un articolo tecnico e in modo insufficiente su un capo fashion, o viceversa. Le condizioni d’uso reali (pioggia, abrasione, lavaggi ripetuti, esposizione a sporco) mettono inoltre alla prova la stabilità delle funzionalità nel tempo. La sfida tecnica è quindi duplice: ricostruire il pacchetto di performance con chimiche diverse, e farlo in modo mirato tenendo conto della fibra, dell’articolo e della destinazione d’uso.
Il quadro regolatorio: PFAS in via di divieto
La transizione PFAS-free non nasce solo da una scelta volontaria dei brand, è la conseguenza diretta di un quadro regolatorio sempre più stringente.
Con la crescente evidenza dei rischi ambientali e sanitari associati ai PFAS, governi e autorità internazionali hanno accelerato l’introduzione di restrizioni mirate a limitarne o vietarne l’uso nei tessili. Solo nel 2026 sono entrate in vigore nuove normative in diversi stati degli Stati Uniti e in numerosi Paesi europei, con ulteriori scadenze previste nel corso dell’anno.
Per l’industria del Tessile e Tessile-Moda, la conformità non è più un tema futuro: è un requisito immediato e imprescindibile. I brand che operano su più mercati devono oggi gestire regolamenti sovrapposti, con limiti, tempistiche e sistemi di esenzione differenti.
Parallelamente, i consumatori sono sempre più consapevoli dei rischi associati ai PFAS e richiedono prodotti realizzati con chimiche sicure e prive di fluorurati.
Europa: la proposta di restrizione PFAS ai sensi del regolamento REACH
Il riferimento normativo principale è ECHA (European Chemicals Agency), l’agenzia europea che gestisce il regolamento REACH e valuta rischi e pericoli delle sostanze chimiche.
L’Europa sta facendo avanzare la regolamentazione dei PFAS attraverso misure a livello di UE e legislazione nazionale.
- EU REACH Allegato XVII, voce 79: le restrizioni sui PFHxA e sulle sostanze correlate entrano in vigore nell’aprile 2026, in aggiunta ai divieti esistenti sui PFCA C9-C14. Si applicano in tutti gli Stati membri dell’UE.
- Regolamento UE sui POP (UE) 2019/1021: l’Unione europea regola i PFAS anche attraverso il regolamento sui POP che si rivolge agli inquinanti organici persistenti. In questo quadro, diversi PFAS (a partire da PFOS, PFOA e successivamente PFHxS) sono stati aggiunti all’Allegato I per l’eliminazione o la rigorosa restrizione, in linea con gli aggiornamenti della Convenzione di Stoccolma.
- Proposta di restrizione universale PFAS dell’UE: Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia hanno proposto un’ampia restrizione ai PFAS ai sensi del regolamento REACH nel gennaio 2023. Ad agosto 2025 ECHA ha pubblicato la proposta aggiornata di restrizione PFAS, la consultazione finale è stata avviata a marzo 2026 e l’adozione è attesa nel 2027 in linea con la Chemicals Strategy for Sustainability della Commissione Europea. Nel luglio 2025 il piano d’azione della Commissione europea per l’industria chimica ha segnalato il sostegno a restrizioni globali dei PFAS, compresa una revisione REACH.
- Legge francese n. 2025-188 con decreto n. 2025-1376: vieta la produzione, l’importazione, l’esportazione e la vendita di tessuti, calzature e agenti impermeabilizzanti contenenti PFAS per uso dei consumatori a partire da gennaio 2026. Esistono esenzioni per i dispositivi di protezione individuale, i tessuti tecnici per uso industriale e i tessuti di abbigliamento e calzature che incorporano almeno il 20% di materiale riciclato dai rifiuti post-consumo. Il divieto si estende a tutti i tessuti entro gennaio 2030. Le sanzioni includono multe fino a 15.000 euro e 1.500 euro al giorno.
- Danimarca BEK n. 464: vieta l’importazione e la vendita di abbigliamento e calzature contenenti livelli totali di fluoro pari o superiori a 50 mg F/kg, a partire dal 1° luglio 2026. Copre anche gli agenti impermeabilizzanti. Le esenzioni includono abbigliamento di sicurezza professionale, DPI, dispositivi medici e prodotti regolamentati secondo i quadri REACH e POP. Anche l’abbigliamento riciclato e riutilizzato è esente.
Stati Uniti: PFAS restrizioni
Diversi stati hanno introdotto restrizioni sui PFAS che incidono direttamente sulle aziende del settore tessile e dell’abbigliamento. Le tappe più rilevanti per la filiera:
- California AB 1817: vieta l’aggiunta intenzionale di PFAS nei tessuti a partire da gennaio 2025. L’abbigliamento outdoor per condizioni di bagnato grave deve recare un’etichetta di divulgazione “Made with PFAS chemicals”. La soglia totale di fluoro organico scende da 100 ppm a 50 ppm nel gennaio 2027.
- New York S.1322/A.994: vieta l’abbigliamento con PFAS aggiunti intenzionalmente a partire da gennaio 2025. L’abbigliamento da esterno per condizioni di grave umidità è esente fino a gennaio 2028. Entro gennaio 2027 si applicherà una soglia massima di PFAS indipendentemente dal fatto che siano stati aggiunti intenzionalmente.
- Colorado SB24-081: approccio graduale ai PFAS nell’abbigliamento outdoor. Etichette di divulgazione richieste per i prodotti contenenti PFAS. Divieto totale di abbigliamento outdoor per gravi condizioni di bagnato e articoli tessili a partire da gennaio 2028.
- Maine Titolo 38, §1614: prodotti contenenti PFAS, i divieti di vendita sulla maggior parte degli articoli tessili contenenti PFAS intenzionalmente aggiunti sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026. Un divieto statale su tutti i prodotti con PFAS aggiunti intenzionalmente è previsto per gennaio 2032.
- Connecticut SB 292 (Legge pubblica n. 24-59): i requisiti di divulgazione PFAS per l’abbigliamento outdoor per condizioni di grave umidità sono entrati in vigore nel gennaio 2026. Ulteriori divieti di prodotto in arrivo a luglio 2026.
- Vermont Titolo 9, Capitolo 63, Sottocapitolo 12A emendamento H238 (Act 54): vieta ai produttori di produrre abbigliamento e altri prodotti di consumo con PFAS aggiunti intenzionalmente a partire da gennaio 2026.
- Minnesota HF 2310 (Capitolo 60, 2023): i requisiti di segnalazione PFAS nell’ambito del sistema PRISM dello stato sono stati lanciati a gennaio 2026, con rapporti iniziali in scadenza a luglio 2026. Un divieto a livello statale su tutti i prodotti con PFAS aggiunti intenzionalmente entra in vigore nel gennaio 2032.
- Washington Capitolo 173-337-110 WAC: i requisiti di segnalazione per l’abbigliamento destinato a un uso estremo ed esteso in pelle, tessuti naturali, tessuti sintetici o tessuti tecnici con PFAS aggiunti intenzionalmente sono entrati in vigore nel gennaio 2026. I primi rapporti sono dovuti per gennaio 2027. Abbigliamento e accessori realizzati in questi materiali non potranno contenere PFAS aggiunti intenzionalmente dopo il 1° gennaio 2027.
Altri stati, tra cui New Mexico e Pennsylvania, stanno facendo avanzare la legislazione PFAS che potrebbe entrare in vigore nel 2027 e oltre. Il patchwork normativo continua a crescere, rendendo la gestione chimica centralizzata sempre più importante per i marchi che vendono in più mercati statunitensi.
Le normative PFAS stanno evolvendo rapidamente e, pur prevedendo in alcuni Paesi eccezioni o deroghe per usi considerati essenziali, delineano una direzione chiara: la filiera tessile deve adottare tecnologie alternative, affidabili e prive di fluorurati.
È in questo contesto che si inserisce il lavoro di Nearchimica: la capacità di offrire soluzioni già allineate alle nuove misure regolatorie globali e applicative rappresenta per i nostri clienti un vantaggio operativo concreto, mentre il percorso di innovazione prosegue in modo continuativo.
Le funzionalità PFAS-free e la risposta chimica di Nearchimica
La transizione fluoro-free ha reso evidente una cosa fondamentale: non esiste una chimica “universale” capace di funzionare indistintamente su fibre, articoli e condizioni d’uso diverse. Per questo abbiamo scelto un approccio mirato: sviluppare finissaggi funzionali progettati per contesti applicativi specifici, calibrati sulla costruzione del tessuto, sul processo di finissaggio e sulle reali condizioni a cui il materiale sarà esposto.
Abbiamo affrontato la transizione con largo anticipo, costruendo un portafoglio di performance basato interamente su tecnologie fluoro-free. La nostra linea IDRO-REPELLENTE esente da fluoro e derivati, commercializzata con il marchio NAIGARD, rappresenta oggi uno standard consolidato per garantire protezione e durabilità senza ricorrere a fluoroderivati.
Accanto a questa c’è la linea IDROREPELLENTI bio-based, in cui le materie prime di partenza sono di origine rinnovabile (oli vegetali modificati, cere naturali funzionalizzate), in coerenza con il nostro pacchetto di prodotti bio-based derivanti da fonti rinnovabili e con il percorso di sostenibilità che guida le nostre scelte di sviluppo.
Going Up: la suite Performance fluoro-free di Nearchimica
L’intera suite Performance di Nearchimica, denominata Going Up, è costituita esclusivamente da prodotti fluoro-free. Copre le esigenze dei principali settori applicativi:
abbigliamento quotidiano, indoor e outdoor, calzature in pelle e in pelle sintetica, tessile casa e Hospitality, arredamento indoor e outdoor, divise scolastiche, abbigliamento da lavoro, accessori. Ogni ambito richiede funzionalità specifiche e un approccio formulativo dedicato, e proprio per questo Going Up offre una gamma di tecnologie mirate, progettate per rispondere alle esigenze di ciascun settore.
Le formulazioni PFAS-free di Nearchimica sono sviluppate per garantire idrorepellenza e altre funzionalità in modo affidabile, utilizzando prodotti privi di fluorurati. Ogni soluzione nasce da test applicativi approfonditi, dall’ottimizzazione dei parametri di processo e dalla verifica delle prestazioni in condizioni d’uso reali. È un approccio che unisce rigore scientifico, conoscenza dei materiali e attenzione concreta alle esigenze della filiera.
Fibre diverse, comportamenti diversi: cotone, seta, lana, poliammide, poliestere, acrilico
In questo scenario la formulazione assume un ruolo decisivo: Nearchimica dispone di un centro di Ricerca e Sviluppo interno qualificato per capitale umano, competenze, strumentazione analitica e applicativa, che consente di progettare soluzioni funzionali in linea con l’evoluzione tecnologica e regolatoria del settore.
L’abbandono dei fluoroderivati ha reso evidente quanto fosse complesso il pacchetto di funzionalità e performance che essi garantivano. Idro-repellenza, Oleo-repellenza, Soil Release, Stain Repellent, Zero Wicking, Impermeabilità: sono il risultato di un equilibrio chimico fra il prodotto, il substrato tessile e il processo applicativo.
Le tecnologie PFAS-free sono più selettive: ogni fibra, dal cotone alla seta, dalla lana alla poliammide, dal poliestere all’acrilico, fino ai misti e ai materiali speciali, presenta una diversa reattività con i nuovi prodotti. La stessa formulazione può comportarsi in modo eccellente su un articolo tecnico e in modo insufficiente su un capo fashion, o viceversa. Inoltre, le condizioni d’uso reali (pioggia, abrasione, lavaggi ripetuti, esposizione a sporco) mettono alla prova la stabilità delle funzionalità.
La sfida tecnica è quindi duplice: ricostruire il pacchetto di performance con chimiche diverse e farlo in modo mirato, tenendo conto della fibra, dell’articolo e della destinazione d’uso.
Roadmap Nearchimica: una transizione iniziata nel 2014
La capacità di rispondere oggi alle nuove esigenze del tessile funzionale e tecnico nasce da una decisione presa molto prima che la transizione PFAS-free diventasse priorità di mercato. In Nearchimica la transizione è iniziata nel 2014.
Negli anni abbiamo costruito una roadmap di sviluppo che testimonia un percorso di innovazione continua.
Nel 2014 viene messo a punto il primo idrorepellente universale PFAS-free, progettato per garantire una buona performance su un ampio spettro di articoli e fungere da soluzione “ponte” per i clienti che iniziano la transizione.
Negli anni successivi la ricerca si concentra sulle formulazioni capaci di offrire maggiore durabilità ai lavaggi ad umido e poi a secco, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di fibre e di articoli destinati a utilizzi diversi. Si sviluppano soluzioni dedicate per Home textile e Hospitality con formulazioni personalizzate; parallelamente si avvia il lavoro sul tessile outdoor, in particolare per le tende e per l’arredamento nautico e da giardino.
All’inizio del 2026 la roadmap si arricchisce di tecnologie fluoro-free zero wicking, progettate per bloccare la migrazione dell’acqua lungo le strutture tessili e rispondere alle esigenze del settore pelle e calzaturiero.
Ogni tappa della roadmap rappresenta la risposta a una sfida applicativa concreta, e insieme costituiscono un quadro coerente di evoluzione tecnologica che continua.
Come si misura un trattamento idrorepellente: i test che contano
Quando si applica un finissaggio funzionale, la performance deve essere verificata attraverso test regolamentati da normative e, quando rilevante, attraverso test di indosso condotti su articoli reali da ambassador, percorso adottato da alcuni brand sportivi.
Spray test (AATCC 22 e UNI EN ISO 4920): consiste nel versare un volume noto d’acqua attraverso un imbuto specifico su un campione di tessuto inclinato a 45°. Si valuta visivamente quanto il tessuto si è bagnato confrontandolo con una scala standard (ISO 1-5 oppure AATCC 0-100).
Drop test (AATCC 193): è una prova più rapida e qualitativa che misura la capacità di un tessuto di respingere i liquidi a bassa tensione superficiale. Si deposita una goccia di una soluzione standard sul tessuto e si misura il tempo che impiega a penetrare. È utile come controllo veloce in linea di produzione e come test di confronto tra diverse formulazioni durante lo sviluppo.
Resistenza termica, al vapore acqueo e traspirabilità (UNI EN ISO 11092): misura la resistenza termica e la resistenza al vapore acqueo dei tessuti. Questo test valuta scientificamente il comfort fisiologico, la traspirabilità e l’isolamento di materiali come tessuti, pelli e imbottiture.
Colonna d’Acqua (UNI EN ISO 811): misura la resistenza dei tessuti alla penetrazione dell’acqua tramite pressione idrostatica, ovvero la pressione d’acqua a cui un tessuto cede e lascia passare le prime gocce. È un test che misura il grado di impermeabilità più che di idrorepellenza pura, ma è fondamentale per qualificare i tessili a uso outdoor.
A questi si affiancano test specifici per la durata ai lavaggi, secondo la norma ISO 6330, che specifica i procedimenti e le apparecchiature standard per il lavaggio e l’asciugatura domestica dei tessuti nei laboratori di prova. Include procedure, detersivi e carichi di riferimento per simulare l’usura dei capi, garantendo risultati uniformi e riproducibili.
Durata e manutenzione: cosa accade nel tempo
L’idrorepellenza non è eterna. Qui si crea spesso una distanza tra ciò che il consumatore si aspetta e ciò che la tecnologia può garantire: la durabilità è elevata, ma non infinita, e varia in funzione del materiale e delle condizioni d’impiego.
La durata di un finissaggio idrorepellente è legata alle condizioni reali d’uso del tessuto. L’usura meccanica della superficie (sfregamento, abrasione), la contaminazione del film idrorepellente da residui di detersivo e cicli di lavaggio non idonei possono ridurre progressivamente la performance.
La stabilità del trattamento dipende da una combinazione di fattori: tipologia chimica utilizzata, substrato fibroso, condizioni applicative industriali e abitudini di manutenzione del tessile da parte dell’utilizzatore finale. Un capo di abbigliamento lavato con ammorbidente perderà repellenza più rapidamente rispetto a uno trattato con detersivi neutri e cicli moderati.
Idrorepellenza per i tessuti di tutti i giorni: il finissaggio funzionale entra nel quotidiano
Nearchimica introduce l’applicazione dei finissaggi funzionali anche nei tessuti di uso quotidiano, ampliando un ambito che in passato era riservato ai materiali tecnici outdoor. Oggi queste tecnologie trovano spazio su camicie, pantaloni, capispalla casual, tessili per la casa, calzature e molto altro.
La motivazione del consumatore finale è pratica: un capo che respinge la goccia di caffè o la pioggia leggera dura di più, richiede meno lavaggi e riduce l’impatto ambientale lungo il proprio ciclo di vita.
Per i nostri clienti significa poter offrire valore aggiunto su articoli tessili dove fino a ieri il finissaggio funzionale non era contemplato. È una delle direzioni di sviluppo principali di Going Up, ed è il motivo per cui la suite non si limita alle categorie tecniche, ma abbraccia esplicitamente abbigliamento quotidiano, divise scolastiche, accessori, tessile casa e Hospitality.
A questa direzione si affiancano anche le finiture funzionali complementari come easy to iron (esente da formaldeide), pensate proprio per le applicazioni daily, dove la praticità diventa un criterio di scelta d’acquisto.
Certificazioni: la garanzia di conformità nelle filiere globali
In un contesto regolatorio complesso, le certificazioni di prodotto rappresentano un ulteriore valore della proposta tecnica. Le formulazioni Nearchimica sono sviluppate tenendo conto dei requisiti di sicurezza e conformità richiesti dai brand e dalle normative internazionali.
La maggior parte dei nostri prodotti soddisfa i requisiti delle principali certificazioni di settore:
- ZDHC, Level 3
- bluesign®
- GOTS (Global Organic Textile Standard)
- Brands’ Restricted Substances List (RSL)
Le certificazioni attestano che le soluzioni Nearchimica possono essere integrate nelle filiere tessili globali.
Collaborazioni strategiche: la chimica avanza con la filiera
La complessità delle funzionalità PFAS-free richiede un lavoro congiunto tra chi progetta un nuovo articolo, chi produce il tessile, chi sviluppa la chimica e chi testa le prestazioni.
In Nearchimica collaboriamo con brand, centri di ricerca, manifatture tessili in progetti applicativi congiunti, dove le formulazioni vengono testate, ottimizzate e validate su articoli specifici.
Queste collaborazioni permettono di integrare la competenza chimica formulativa ed applicativa con la conoscenza dei processi industriali e con le esigenze concrete del mercato.
I progetti sviluppati con partner, brand e centri di ricerca diventano lo spazio in cui si sperimentano nuove soluzioni, si misurano le performance in condizioni d’uso e si definiscono le evoluzioni della roadmap tecnologica. È un modello che posiziona Nearchimica come partner R&D nella progettazione della funzionalità, integrando sviluppo chimico, applicazione industriale e validazione prestazionale.
Una nuova era di funzionalità tessili PFAS-free
La transizione dai fluoroderivati alle tecnologie PFAS-free ha aperto una fase nuova per il tessile funzionale e tecnico. Le funzionalità non possono più essere considerate come un semplice “effetto” da aggiungere al tessuto: sono il risultato di una progettazione chimica e applicativa complessa, che tiene insieme performance, sicurezza e sostenibilità.
Nearchimica contribuisce a questa trasformazione con finissaggi funzionali di nuova generazione, soluzioni bio-based e fluoro-free, una roadmap di innovazione continua e collaborazioni strategiche con brand e aziende tessili. Garantire idrorepellenza e altre funzionalità su fibre e articoli diversi, in un contesto PFAS-free, significa assumersi la responsabilità di guidare il cambiamento tecnologico. È il ruolo che abbiamo scelto di svolgere, ed è il lavoro che la nostra linea Performance porta avanti ogni giorno con i clienti della filiera.
FAQ
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Cosa significa idrorepellente?
Un tessuto idrorepellente è un tessuto trattato chimicamente per respingere l’acqua sulla superficie senza assorbirla. La goccia resta sferica, rotola via e non penetra nella fibra.
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Quanto dura un trattamento idrorepellente?
Dipende dalla chimica utilizzata, dal tipo di fibra e dalle abitudini di cura del capo. I finissaggi fluoro-free di qualità mantengono buone performance di repellenza anche dopo numerosi cicli di lavaggio domestico. La durata può essere prolungata anche durante la manutenzione del tessile, utilizzando detersivi neutri ed evitando l’utilizzo di ammorbidenti.
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Idrorepellenti PFAS-free: come funzionano?
Funzionano secondo lo stesso principio degli idrorepellenti tradizionali (riduzione dell’energia superficiale della fibra).Utilizzano chimiche diverse con formulazioni alternative, di origine sintetica e/o bio-based da fonti rinnovabili, progettate per garantire prestazioni comparabili nelle applicazioni tessili. L’introduzione di questi prodotti PFAS-Free non richiede alcuna modifica dei processi industriali, vengono applicate con le stesse modalità: impregnazione, asciugamento e polimerizzazione. La transizione verso soluzioni Fluorine Free si integra nelle linee produttive esistenti, mantenendo continuità operativa e qualità applicativa.

